Sir Keynes e il pregiudizio del risparmio

Per la sinistra degli ultimi decenni Keynes è stato molto più spesso una formula o un talismano piuttosto che un pensatore con cui confrontarsi corpo a corpo. L’utile e il buono sono i due poli di un dibattito che prima di essere ideologico è antropologico, e che è alla radice di molti dei nostri comportamenti economici. Il risparmio, la spesa e la crisi finanziaria, tra politica economica e morale privata 

di Tommaso Codignola 

Tutta l’Europa del sud chiede un allentamento dei vincoli di stabilità che imbrigliano l’uscita dalla crisi dentro un sistema di regole stabilito più di  vent’anni fa (Maastricht 1992). Allentamento dei vincoli vuol dire liberare un po’ la briglia della spesa pubblica per mettere in moto occupazione e consumi: la ricetta di Keynes. Tuttavia se si va a vedere cosa pensava effettivamente Keynes del risparmio (leggendo ad es. il bellissimo Le mie prime convinzioni, recentemente riproposto da Adelphi), se ne ricava un punto di vista più interessante: l’ostilità di Keynes per la nozione di “risparmio” precede di molto la nascita del keynesismo ufficiale (le ricette anti-neoclassiche di Keynes per ovviare al regime di sottooccupazione determinato dai mercati se lasciati a se stessi).

Le radici ideologiche di questa battaglia riguardano infatti il rapporto suo e dei suoi amici di Bloomsbury con la morale vittoriana e la filosofia morale che la rifletteva, l’utilitarismo di Bentham e dei Mill. In quella morale il risparmio era un valore positivo, per Keynes esso esprime invece nient’altro che una fissazione gretta e di basso valore morale nei confronti del denaro, qualcosa di simile a una vera e propria malattia psicologica (non diversamente da Marx, quanto a questo). Secondo Keynes e i Bloomsburyani qualcosa non è buono in quanto è utile: formula che, tra le altre cose, maschererebbe il vero valore assegnato nella società vittoriana al denaro, che non esprime in sé alcun valore, ma detiene il valore massimo come utilità in vista di uno scopo indeterminato, di qualsiasi scopo. Sulla scorta del filosofo morale di Cambridge, George Edward Moore, che tanto avrebbe influito sulle idee del gruppo, “Buono” (come bello) è invece qualcosa di intuito immediatamente come tale: buono, in senso morale, è un’azione, un paesaggio, un corpo armonioso, ecc. E qui viene il punto interessante in termini economici: la critica al concetto di “risparmio”, che nei manuali e nella prassi di politica economica è argomento di finanza pubblica, investiva per Keynes e compagni molto più radicalmente anche i comportamenti privati. La conclusione che ne segue è paradossale: mentre la crisi tarda a veder attuate risposte keynesiane, essa paradossalmente è keynesiana nelle sue cause: il greed (avidità) ha sì guidato il sistema finanziario nel concedere mutui a chi sapeva non avrebbe potuto ripagarli, costruendovi sopra il castello dei derivati, ma non ha guidato chi a questo meccanismo si è sottoposto. L’indebitamento privato americano sui mutui da cui origina la crisi di là dall’oceano, certo Keynes non l’avrebbe gradito, ma è pur vero che è stata l’idea diffusa di poter acquistare contando su denari che non si avevano (l’opposto del risparmio privato, appunto) che ha generato la crisi. Conclusione: certo che siamo keynesiani in politica economica, ma non possiamo più esserlo al livello dei comportamenti privati. La filosofia economica che voleva essere opposta al risparmio in nome di una vita vissuta nel segno della bellezza estetica, della ricerca della verità e del bene morale, si è rovesciata in una filosofia del consumo per il consumo, che Keynes certo avrebbe deplorato, ma che pure origina proprio da quell’idea: l’abbandono del risparmio come virtù vittoriana.  

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...