Pattume

di Mario Monicelli

Il mio amico Giorgio aveva un cane di nome Pattume. Era un animale grosso e piccolotto quasi sempre di cattivo umore. Lui e il suo padrone si incamminavano dalla casa vicino al mare, lungo il viale La Passeggiata fino al molo. Lui qualche metro dietro al suo padrone silenzioso senza mai distrarsi, soffermarsi o fiutare. Pattume non fiutava mai nulla.

Arrivati alla panchina di fronte al caffè Margherita si separavano. Pattume tirava dritto verso misteriose avventure, Giorgio restava in attesa degli amici con i quali faceva notte alta. Tutti senza una lira ammucchiati su una panchina. C’eravamo io, Raniero fratello di Giorgio, Galliano detto Miccichè che poi era il suo cognome, figlio del comandante del porto, Martone, chissà perché, visto che era piccolo e di salute malferma. Il figlio di un trabaccolaio, lui sì grande e grosso, e un ebreo vestito da adulto con una lobbia, una giacca a due petti, pantaloni con risvolto e scarpe di cuoio. Più altri, Oberdan e Fabietto, due avventizi, che arrivavano quando le famiglie gli davano la libera uscita serale. Si stava lì fino a notte alta sotto qualsiasi tempo, acquate, libecciate o afa di scirocco a discutere accaniti se il viaggio di andata fino a Lucca consumava più benzina di quello di ritorno.

intanto si aspettava che arrivasse Artico, un lupo di mare secondo noi rotto a tutte le tempeste, che ci raccontava storie incredibili di mare e di marosi e notti affascinanti di taverne e puttane. però Artico non arrivava quasi mai. Arrivava sempre invece Pattume. Si fermava ritto sulle gambe corte a fissare Giorgio per due secondi prima di emettere un abbaio breve e secco. Il suo compagno si incazzava: “Che vuoi. Non lo vedi? Non è neanche l’una. Vai da solo, va’. Io sto con gli amici, vengo dopo, cammina.” Senza rispondere Pattume si allontanava imperturbabile verso la fermata del 3 notturno. Lì aspettava ritto in attesa senza sedersi. Pattume non si sedeva mai. Il 3 notturno arrivava traballante, Bertuccelli faceva salire Pattume e ripartiva con un soprassalto fino al termine della Passeggiata, piazzale Marco Polo, dove Pattume scendeva e si avviava nella notte verso le cabine del Bagno Barsanti e Figli.

 

agosto 2007, Torrettina – Maremma (in appendice a C. Rapaccini, La bambina buona, Sonzogno 2011)

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