I numeri del Mediterraneo

di Pasquale Terracciano

Secondo Frontex, l’agenzia europea che si occupa di coordinare il monitoraggio delle frontiere europee, le rotte che vengono utilizzate per cercare di entrare in Europa sono sei: Western African (Marocco e Senegal verso le Canarie), Western Mediterranean, (Ceuta e Melilla), Central Mediterranean (dalla Libia verso Malta, la Sicilia, ma anche la Puglia), Western Balkan, (kossovari e bosniaci, ma anche rifugiati africani che vanno verso la frontiera serbo-ungherese) Eastern Mediterranean (dalla Turchia alla Grecia, alla Bulgaria meridionale o a Cipro), Eastern Borders (Ucraina), più il passaggio dall’Albania alla Grecia. Sono rotte che seguono fortune e sfortune, inseguendo le maglie delle frontiere e dei regolamenti, fuggendo le rovine degli stati e le tracce della fame.

La rotta del Mediterraneo centrale, quella che dalla Libia porta a Malta o Lampedusa, ha avuto un picco nel 2014, fino a vedervi transitare 170.000 migranti solo verso l’Italia. La cifra rappresenta il più grande afflusso in un singolo stato nella storia dell’Unione Europea. Per contestualizzare il numero, basti pensare che nel 2008 lungo questa tratta vi era stato un transito di circa 40.000 migranti (mentre il passaggio tra Turchia e Grecia, altra grande porta di accesso all’Europa, ne contava 52.000). L’anno successivo, anche in virtù degli accordi  con Gheddafi che prevedevano un respingimento forzato  – illegali secondo la Corte Europea dei diritti umani –  le persone giunte sulle coste italiane scesero a 5000. Ma 5000 persone al mese rimanevano in mano ai libici, senza alcuna tutela dei diritti umani. 

I numeri degli sbarchi non seguono sempre dei trend precisi, ma sono soggetti a sbalzi spesso significativi. Tra il 2010 e il 2011 il numero dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale ebbe un altro picco (più che decuplicati, fino a 63.000 migranti) indotto dalla guerra civile in Tunisia e dalla fuga coatta dalla Libia. La caduta di Gheddafi ha inizialmente fermato gli sbarchi – contrariamente a quanto poteva sembrare – tanto che il 2012 aveva visto un totale di 12000 profughi sbarcati, per poi riprendere a salire via via che la Libia si dimostrava sempre più, ferocemente, ingovernabile. 

1 rifugiato ogni mille persone. Nonostante questi dati il numero di rifugiati in Italia è meno elevato di quel che si può pensare: se l’Italia è terza in Europa come numero di richieste, è il numero complessivo che riceve l’Europa a essere fronteggiabile rispetto a ciò che accade altrove. Nel 2013, l’86% dei rifugiati era ospitato nei paesi in via di sviluppo. A guardare la geografia, ci si accorge che, sulle emergenze pregresse, si è riversata la tragedia siriana. Secondo l’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per l’assistenza ai rifugiati, il Libano ha 1,1 milioni di richiedenti asilo, la Turchia quasi 800mila, la Giordania 645mila. Più della somma dei singoli stati europei. Ed è impressionate il numero di rifugiati accolti per ogni mille abitanti. Per ogni mille libanesi ci sono 257 rifugiati (e 114 per i giordani). Il primo paese dell’UE è la piccola Malta con 23, la Svezia è a quota 9. L’Italia accoglie 1,1 rifugiati ogni mille abitanti. C’è un esodo in corso, che va governato, ma bisogna governare anche la nostra isteria. 

E’ notissimo come la rotta del Mediterraneo centrale sia affidata a navi con motori vecchissimi, scafi strapieni e spesso senza il carburante a sufficienza per arrivare a destinazione. Anche per questo la maggior parte delle misure su questa tratta diventano operazione di recupero; quando non accadono tragedie in cui il mare diviene un cimitero, come questa settimana, o come a febbraio. Non è un caso che al grande esodo in corso faccia seguito la più grande tragedia del Mediterraneo.

In queste ore l’Unione Europea discute sul da farsi; quale forma dare alla sua sete di sicurezza. Le risposte che trapelano non sono rassicuranti. Come mostrano le evidenze nelle statistiche degli sbarchi, le uniche misure pensabili nel medio periodo sono una politica estera diversa, certamente più accorta, unita a ulteriori passi in avanti nella lotta alla povertà. Il comportamento in Libia e in Siria è una causa piuttosto diretta delle dimensione dell’ondata di migrazione in corso. Nel presente si tratta di non fare peggio, come è stato fatto passando da Mare Nostrum a Triton, un fallimento annunciato per un risparmio risibile. Salutare come un successo il l’aumento delle risorse di Triton (che viene ora a costare come Mare Nostrum senza averne le caratteristiche) e non un suo ripensamento non è un segnale incoraggiante da parte del nostro premier. Perché a stringere, davanti a una strage del genere, ci sono solo due strade, entrambe onerose: impegnarsi drasticamente perché non si parta, oppure creare un canale umanitario vero, e delle forme “prevedibili” di gestione dei rifugiati, che non sono un’emergenza nuova, ma un’eccezione duratura dell’ordine mondiale.

Un viaggio a tu per tu con la morte dai 1000 a i 5000 dollari a testa: un business per mafie e integralisti. Affondare i barconi, arrestare gli scafisti, fare un blocco navale sono però strade che non risolvono la questione perché non toccano la domanda (vale come per la droga e la prostituzione; ancor di più perché si tratta di una domanda disperata). La bilancia tra il rischio di affogare in mare e le condizioni di partenza pende drammaticamente da un lato. Senza contare che fare un blocco navale serio sulle coste della Libia di oggi, vuol dire dare il mandato di intraprendere una nuova guerra, in forma mascherata o meno.

Non è solo affare di coscienza constatare che bloccare la via del mare significa nella migliore delle ipotesi rendere invisibile la tragedia e spostare la linea della morte lungo il deserto. Non lo è perché sono decisioni che appesantiscono l’accusa di ipocrisia dell’Europa, nel mondo arabo e all’interno delle stesse periferie europee; che ne alimentano la rabbia, su cui ci interrogavamo fino all’altroieri. A inseguire di volte in volte le tragedie non si scorge che vi è un filo rosso, e che l’Europa più si fa fortezza e più diviene vulnerabile.

Se si volesse sul serio rispettare la Convezione di Ginevra sul ruolo dei rifugiati forse una misura ci sarebbe, una misura assurda. Rivedere la circolare 2001/51 EC che impedisce sostanzialmente ai rifugiati di arrivare in Europa in aereo, perché scarica tutto il costo del rimpatrio sulle compagnie aeree cha hanno permesso il volo. Accollarci come Europa questo costo (che sarebbe parziale perché si ridurrebbe nel tempo il costo di un esteso pattugliamento nel mare) e controllare nei punti di arrivo le credenziali dei rifugiati. La misura è estrema, forse, ma potrebbe essere pensata a partire da numeri fissi, stabiliti per ogni semestre, che rendano in ogni caso maggiormente consigliabile la speranza di rientrare nel “canale umanitario”, piuttosto che affidarsi agli scafisti. Non so se ci sarebbero minori costi, certo minori morti, e la possibilità di distribuire in una maniera più uniforme i rifugiati in Europa. Che comunque, se la cosa può rassicurare Salvini, non rimangono in Italia: nel 2014 siriani ed eritrei sono state le due principali nazionalità d’origine degli arrivi via mare, eppure solo 500 e 480 persone hanno fatto richiesta di asilo politico nella penisola .

Spicca in tutto questo l’incapacità di incidere della famiglia socialista europea, schierata a favore di una politica comune sull’asilo e sull’immigrazione, ma incapace di muoversi lei stessa in maniera coordinata. Sull’inanità della minoranza pd e sulla sua incapacità di fare battaglie di politica vera, e non pugne istituzionali poco comprensibili, non merita spendere parola.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...