Come l’Isis ha messo in ginocchio Al Qaeda

un’inchiesta del Guardian 

Il 5 febbraio fonti giordane hanno confermato il rilascio del padrino intellettuale di Al Qaeda, Abu Muhammed al Maqdisi. Per quanto sia poco conosciuto in Occidente, la sua importanza nel canone del pensiero radicale islamico non ha rivali tra i viventi. Il 56enne Palestinese giunse alla notorietà negli anni ‘90, quando divenne il primo significativo interprete radicale dell’Islam a dichiarare che la famiglia reale saudita era apostata, e dunque a legittimarli come target del Jihad. In quel periodo anche Osama considerava il pensiero di Al Maqdisi troppo estremo.

Oggi Al Maqdisi conta come amico personale Al Zawahiri ed è tenuto in grande stima dal resto dei capi regionali di Al Qaeda dal Nordafrica allo Yemen. I suoi numerosi libri e articoli sono letti dai militanti islamici in giro per il mondo, che seguono le ultime proclamazioni sul suo sito, il «Pulpito del Monoteismo e del Jihad».

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Chi vince e chi perde

di Pasquale Terracciano

Se si vuole trovare un vincitore in questo tornata elettorale, questi è certamente Matteo Salvini. Ha stravinto in Veneto, dove ha tenuto duro su Zaia, fronteggiando una scissione che alla fine è stata indolore; è stato premiato nel suo gioco di squadra in Liguria, dove ha fatto mandar giù al suo uomo la rinuncia alla candidatura; ha raggiunto percentuali lusinghiere ovunque e in particolare in Toscana, con il suo cavallo di razza Borghi, favorito anche dalla costante presenza televisiva. Ha insomma ottenuto (con lode) quello che si era prefisso da tempo: risemantizzare il centrodestra con le sue parole d’ordine. Forse ha fatto anche un passo in più, imponendosi non solo come alleato necessario, ma come unico possibile leader di quel campo. Continua a leggere