La proposta politica di un papa “venuto da lontano”

di Lorenzo Cipriani

Franco Cardini, professore emerito dell’Istituto di Scienze Umane e Sociali, che a più riprese si è occupato della Chiesa in chiave diretta ed indiretta (cioè studiandone la storia ed interessandosi delle altre religioni monoteiste), laico e memore del ruolo partecipativo che il Concilio Vaticano II ha assegnato ai laici, con un recente libro si è occupato di papa Francesco e della rivoluzione che è iniziata con l’abdicazione di Benedetto XVI e l’ascesa al soglio di Pietro di un vescovo “venuto dalla fine del mondo”. Continua a leggere

La stagnazione e le riforme dell’economia cinese

Mentre tutta l’Europa tiene il fiato sospeso in attesa delle evoluzione della vicenda greca, un rischio ben maggiore si profila per le borse: e se l’economia cinese si fermasse? La puntuale analisi del vicepresidente nazionale di Associna sullo stato delle cose presenti e le prospettive future.

di Dongbo Wang

Il Sole 24 Ore ha rivelato che l’istituto centrale cinese People’s Bank of China ha il 2,005% di Intesa Sanpaolo. È quanto emerge dagli aggiornamenti dell’azionariato pubblicato sul sito della banca. Durante l’ultima crisi, l’America e l’Europa avevano bisogno di capitale: fu proprio la Cina a venirgli in aiuto. Basti pensare al debito pubblico americano, quello della Grecia e anche quello italiano.  

Alla fine del 2014 il Pil cinese si è attestato sul 7,3 per cento – il minimo degli ultimi sei anni – sceso poi al 7 nel primo trimestre del 2015. La Cina continuerà a crescere, ma meno che in passato poiché la sua economia sta maturando e i fattori demografici la stanno privando delle masse di lavoratori che aveva in passato. Il governo del Presidente Xi Jinping sembra avere politiche forti e decise ma non sarà facile spingere una locomotiva di quelle dimensioni alla tali velocità del passato. L’economia cinese si sta spostando verso una crescita più trainata dai consumi interni. Continua a leggere

Del risorgere: la mostra degli Uffizi a Casal di Principe

di Pasquale Terracciano

Nel 1993, quando le bombe colpirono Firenze, Brutus, era il lungotenente del clan Bidognetti sulla costiera nord della Campania. A Casal di Principe sarebbe stato ucciso da lì a poco il parroco anticamorra, don Peppe Diana, e il sindaco che gli era amico, Renato Natale, avrebbe dovuto abbandonare l’incarico dopo una serie di minacce e il sabotaggio della sua giunta.

La villa confiscata a Brutus ospita da qualche anno un Centro intitolato a don Diana. In questa settimana è sotto i riflettori perché ospita «La luce vince sull’ombra», una mostra inaugurata lo scorso 21 giugno, che rimarrà aperta fino al 21 ottobre. Continua a leggere

Napolislam: Maradona, motorini, la crisi e il Corano

di Claudia Banchelli

Sembra un dramma ma non lo è. Motorini truccati, lampade solari, infradito, canotte, tatuaggi. Maradona. Napoli. Poi un giorno qualcosa s’infrange, forse qualcuno ‘ti chiama’. Allora cambia tutto e ti converti all’Islam. In giro cominci a dire che stai meglio. E’ un film ma non è un film. E’ il racconto di dieci persone che si sono convertite all’Islam. Protagonisti di Napolislam un film/documentario scritto e diretto da Ernesto Pagano, giornalista, regista e arabista che vive e lavora tra il Cairo e l’Italia: un viaggio nei quartieri popolari della città, e non solo, che svela le storie di chi per motivi diversi ha deciso di cambiare tutto. Napolislam, prodotto da LaDoc in collaborazione con Isola Film, è un concentrato di culture e quotidianità condito di ironia napoletana. 

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Chi siamo?

di Eufemio

Il populismo si aggira per l’Europa, ma in Italia, come il vampiro sul far del giorno, arretra. L’orda populista, dove avanza, riempie le piazze e svuota la politica. Non interpreta e non cambia le storture del mondo, le incrementa. Pretende tutto nel minimo tempo e con la minima fatica. In Italia invece il voto popolare ha scelto la ‘rottamazione’ per via istituzionale, calcolando costi e benefici di un voto dagli esiti incerti e pericolosi, premiando una forza progressista e al governo nonostante i suoi infiniti travagli e terremoti. Chi lo avrebbe mai immaginato in questa misura? L’Italia pare così essersi risvegliata da incubi e presagi funesti. Siamo contenti, ma non pienamente soddisfatti, ora abbiamo bisogno di grandi pensieri, di grandi speranze oltre ai conti della serva. Continua a leggere