Chi siamo

Il populismo si aggira per l’Europa, ma in Italia, come il vampiro sul far del giorno, arretra. L’orda populista, dove avanza, riempie le piazze e svuota la politica. Non interpreta e non cambia le storture del mondo, le incrementa. Pretende tutto nel minimo tempo e con la minima fatica. In Italia invece il voto popolare ha scelto la ‘rottamazione’ per via istituzionale, calcolando costi e benefici di un voto dagli esiti incerti e pericolosi, premiando una forza progressista e al governo nonostante i suoi infiniti travagli e terremoti. Chi lo avrebbe mai immaginato in questa misura? L’Italia pare così essersi risvegliata da incubi e presagi funesti. Siamo contenti, ma non pienamente soddisfatti, ora abbiamo bisogno di grandi pensieri, di grandi speranze oltre ai conti della serva. Chi siamo noi per dirlo? Politicamente avevamo mosso i primi passi nella prosperità. Giunti all’impegno alla fine degli anni Novanta e sedotti dall’Europa dei padri: libera circolazione d’idee e persone, coesione sociale e unione politica.durer asino Sognavamo un partito socialista veramente europeo, un sindacato unitario oltre i limiti e i confini nazionali. Sognavamo il libro bianco di Delors e quell’idea d’Europa la ritrovavamo e la inseguivamo un po’ dovunque. In altri tempi ci saremmo detti miglioristi e amendoliani. Spinti alla militanza da un ecosistema ancora rudimentale: sezioni, piazze, piccole librerie, consigli d’istituto, senato accademico, riviste di carta e giornali. Laterza ci consigliò di leggere Luciano Bianciardi: Il lavoro culturale, ci provammo. Donzelli ci ripubblicò Enzo Forcella: Millecinquecento lettori, volevamo essere dieci o quindici di loro. Ricordo un mio amico collezionista di quotidiani a Pisa; cercava di salvare affannosamente una civiltà in estinzione; e noi girovaghi in groppa ad un asino per Borgo Stretto o Piazza dei Cavalieri col Nodo e il chiodo e un sogno di carta. Una prima delusione nei referendum del 2005 che congelarono l’Europa in Francia e Olanda. Una frattura insanabile nella recessione globale (2008) che ha cambiato tutto, chiuso molte fabbriche, alcune librerie, per dire. L’Europa è stata per noi madre e matrigna, genitrice di occasioni, poi di povertà e egoismi. Ed eccoci nel diluvio, ma risvegliati dalla speranza, una speranza tutta italiana. Alcuni della nostra generazione oggi governano il paese, passati direttamente dalla provincia toscana ai Ministeri. Renzi è così divenuto il più giovane leader del riformismo europeo. E noi? Eravamo e siamo in piena educazione sentimentale, sulle strade degli asini: «l’asino procede a zig zag, ogni tanto si perde dietro a qualche cosa». Ci siamo persi, mai per sempre però, ritroviamo ora la via: e il pettirosso: nelle siepi s’ode e ci fischietta che non vi è epoca di progresso senza ‘pensieri alati’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...