Charlie Hebdo, il mondo diviso e gli errori dell’Occidente

di Dongbo Wang

Gli attacchi terroristici di Charlie Hebdo a Parigi hanno colpito in modo cruento e pieno di violenza primitiva la società francese nel suo insieme, gettandola nel terrore. Per la posizione della Francia nel mondo, Il terrorismo è diventato nuovamente il tema su cui sta discutendo il mondo. Il mondo, o meglio, l’occidente. È interessante notare come le reazioni riguardo a quest’attacco terroristico siano state molto diverse. Ancora una volta le diverse opinioni pubbliche hanno fatto capire che il mondo è diviso. Nei principali media occidentali, la tragedia parigina è stata seguita 24 ore su 24 senza interruzioni, ma se si a guardare la televisione nei paesi islamici, sarebbe apparso che nulla era accaduto, o ben poco. L’onda emotiva e le commemorazioni spontanee vi sono state soprattutto in Europa occidentale e nord America. In tutta l’Asia, il Medio Oriente, la maggior parte dell’Africa del Sud America e della Russia le piazza sono rimaste vuote.

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Terrorismo e violenza

E’ passato quasi un mese della stragi di Parigi, un mese forse necessario per lasciar sedimentare le troppe parole che si sono accumulate, in un momento in cui si fa forte il bisogno di pensiero serio. Si fa forte anche perché si è mostrata la fragilità di molte delle nostre categorie interpretative, di cui si fa spesso un uso sciatto e pigro. Sacro (e dissacrante), violenza, tolleranza, laicità e integrazione sono apparsi concetti sfocati, molto più spesso scivolosi.  Bisogna intendersi bene per vedere lontano, a partire da noi, e dal terrorismo.

di Marco Bresciani

“L’11 settembre europeo”: così sono stati da più parti ribattezzati gli attentati parigini del 7 e 9 gennaio scorso. Corollario di questa posizione è che sia in corso una “guerra di civiltà”, in cui il terrorismo è intrinsecamente legato all’Islam. Esso è un “atto di guerra” rivolto contro la “nostra libertà”, un’espressione di “barbarie medievale” opposta al “moderno Illuminismo”. Continua a leggere

Tout est toléré? Le direzioni della nostra laicità

di Pasquale Terracciano

In uno dei capisaldi della più recente letteratura sulla tolleranza, On Toleration, di Michael Walzer, si legge: «Negli Stati Uniti, e in generale in Occidente, la maggior parte degli individui crede che la tolleranza religiosa sia una faccenda semplice. Quando sentono parlare di guerre di religione in regioni vicine (per esempio in Irlanda o in Bosnia) o lontane hanno reazione di incredulità o incomprensione. In quei paesi la religione o è stata contaminata da componenti etniche e nazionalistiche, o si è caricata di istanze estremistiche, fanatiche, e quindi ai nostri occhi insoliti». Era la fine degli anni ’90, la storia – secondo una sfortunatissima formula – era finita, il mondo liberal avrebbe conquistato il mondo. Il nostro principale problema era il sesso orale. Continua a leggere