Formazione trasparente. La ricetta della Toscana

intervista di Pasquale Terracciano a Emmanuele Bobbio

Molto del successo delle politiche di contrasto alla disoccupazione previste nel Jobs Act dipende dalla capacità di rendere più efficiente la formazione. Nelle ultime ore il ministro Poletti ha effettivamente indicato di voler riportare a livello nazionale la competenza delle formazione (come già traspariva dall’articolo 2 della legge delega). Ne abbiamo parlato con Emanuele Bobbio, Assessore all’Istruzione e alla Formazione della Toscana, nonché coordinatore per la formazione degli assessori regionali italiane, per capire cosa si sta facendo in Toscana e quale il suo giudizio sulla volontà del governo di riportare a livello nazionale la formazione. Si tratta di un settore in cui la Regione ha investito, dal 2007, 500 milioni di euro, di cui l’80% coperto da fondi europei, che conta più di 600 enti accreditati e che sconta dispersione e mancanza di coordinamento. Lo troviamo nel suo ufficio, di ritorno da una visita a una scuola nel pistoiese, impegnato a discutere  i trend toscani sul fronte della formazione professionale.   Continua a leggere

Oltre l’articolo 18. Microfisica del Jobs Act

di Pasquale Terracciano

Le tonanti polemiche di questi giorni sul Jobs Act sono un braccio di ferro per decidere una partita che si giocherà nelle settimane e nei mesi prossimi, quando ci sarà l’approvazione del testo finale in aula al Senato e alla Camera, e soprattutto l’emanazione dei decreti delegati da parte del ministro del Lavoro. I dettagli saranno cruciali. Uno degli snodi è rendere appetibile il contratto a tempo indeterminato, liberandolo dalle ingessature, dicono gli uni; erodendone i diritti, denunciano gli altri; inoltre di deteminare nuove forme universali di ammortizzatori sociali. Proprio perché bisogna capire cose è un diritto e cosa, invece, rappresenta un’ingessatura, sembra che non si discuta, in questi giorni, tanto di mercato del lavoro, quando di ortopedia (o filosofia) della società; per cui a volte pare di registrare uno sfalsamento tra i toni e gli effettivi risultati che determinerebbero alcune scelte. Sia chiaro insomma: è molto probabile che nulla che uscirà dall’Aula del Senato muoverà un posto di lavoro. Il lavoro non verrà se non dalla ripresa dell’economia; ma in qualche maniera bisognerà farsi trovare pronti. E’ sul fronte delle tutele, invece, che si sta giocando un partita importante.

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La diseguaglianza conta. Contiamo la diseguaglianza

di Pasquale Terracciano

Negli ultimi giorni i quotidiani si sono accorti che l’un per cento della popolazione guadagna come legioni di operai e che Bill Gates potrebbe essere il primo a raggiungere il patrimonio di un milione di un milione (cioè un trilione) di dollari nel 2039. Queste notizie nascono da un riflesso editoriale: si ricollegano infatti al successo della traduzione inglese del testo di un economista parigino, Thomas Piketty – Le capital au XXI siècle. Continua a leggere