Sir Keynes e il pregiudizio del risparmio

Per la sinistra degli ultimi decenni Keynes è stato molto più spesso una formula o un talismano piuttosto che un pensatore con cui confrontarsi corpo a corpo. L’utile e il buono sono i due poli di un dibattito che prima di essere ideologico è antropologico, e che è alla radice di molti dei nostri comportamenti economici. Il risparmio, la spesa e la crisi finanziaria, tra politica economica e morale privata 

di Tommaso Codignola 

Tutta l’Europa del sud chiede un allentamento dei vincoli di stabilità che imbrigliano l’uscita dalla crisi dentro un sistema di regole stabilito più di  vent’anni fa (Maastricht 1992). Allentamento dei vincoli vuol dire liberare un po’ la briglia della spesa pubblica per mettere in moto occupazione e consumi: la ricetta di Keynes. Tuttavia se si va a vedere cosa pensava effettivamente Keynes del risparmio (leggendo ad es. il bellissimo Le mie prime convinzioni, recentemente riproposto da Adelphi), se ne ricava un punto di vista più interessante: l’ostilità di Keynes per la nozione di “risparmio” precede di molto la nascita del keynesismo ufficiale (le ricette anti-neoclassiche di Keynes per ovviare al regime di sottooccupazione determinato dai mercati se lasciati a se stessi).

Continua a leggere

Le idee. Marx e Keynes. Un romanzo economico

Il problema degli approcci stupidi è che bloccano la strada a quelli intelligenti. Se gli insulsi appelli contro il signoraggio vi circondano, ciò non toglie che bisogna saper pensare in maniera laica, e anche radicale, la moneta e il capitale. Una recensione in compagnia di Marx e Keynes, dal libro di  Pierangelo Dacrema, uscito pochi mesi fa per Jaca Book

di Tommaso Codignola 

Ho acquistato questo libro per caso (caso di serendipity) vagando in libreria: messo di coperta e non di costola, l’ho acchiappato al volo: un dialogo tra Marx e Keynes redivivi ambientato nel 2015. Furba Jaca a apporre il sottotitolo: non economicista (parola semanticamente “cattiva”), non per economisti (indebita circoscrizione dell’uditorio possibile), ma economico: infatti uno lo rigira e in quarta trova: 12 euro. Economico, perché costa poco, dunque, oltre che perché parla di economia. Continua a leggere