Il deserto rosso. Numeri e sud, numeri a sud

di Fulvio Colucci

Non è semplice raccontare il Mezzogiorno, terra dove le cose facili si complicano per natura, regola e mistero. Persino ricorrere alle statistiche inasprisce il cammino: privo di narrazione, il sud ridotto a numeri diventa qualcosa di astratto e, insieme, paradossale.

I numeri evaporano senza “pensiero meridiano”, [Franco Cassano, “Il pensiero meridiano”, Laterza, 2005] di paesaggi assolati, treni lenti monorotaia, donne vestite di nero, piccole Gerusalemme immaginarie nella solitudine di un deserto, ma anche scempi ambientali, abusivismo, criminalità egemone nella violazione di uomini e cose.  I numeri evaporano fotografando la realtà meridionale con più acuta vaghezza, nebulizzando la visione d’insieme come “fumo delle stoppie” dietro il quale, scriverebbe il poeta siciliano Salvatore Quasimodo, trema il carrubo. [Salvatore Quasimodo. Lamento per il Sud”. Tutte le poesie, Mondadori, 1990) Continua a leggere